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Il contesto Nel 2002 Israele ha avviato la costruzione di una barriera di separazione (security fence) in Cisgiordania allo scopo ufficiale di impedire fisicamente ogni intrusione di terroristi palestinesi nel territorio nazionale. Questa barriera consiste per tutta la sua lunghezza in una successione di muri, trincee e porte elettroniche ed è stata giudicata una seria violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU e dalla Commissione Internazionale dei Giuristi. Le restrizioni alla libertà di movimento imposte dalla forze di occupazione israeliane alla popolazione palestinese creano gravi problemi sia per quanto riguarda l’accesso dei pazienti ai servizi sanitari sia per quanto concerne la formazione e l’aggiornamento di personale medico e la costruzione di un efficace sistema sanitario. Gli indicatori di salute evidenziano la critica situazione in cui si trova il sistema sanitario palestinese: la mortalità infantile è sei volte superiore a quella di Israele mentre la mortalità materna è addirittura 20 volte più alta. |
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Il progetto Il progetto vuole sostenere il sistema sanitario palestinese e al contempo ridurre le barriere tra popolazione israeliana e palestinese, esprimere solidarietà concreta, denunciare le politiche che limitano il corretto funzionamento del sistema sanitario e l'accesso alle cure, coinvolgere i cittadini israeliani ad agire per il cambiamento. In questo senso un aspetto fondamentale dell’intervento verte sul significato simbolico e concreto della collaborazione tra personale sanitario israeliano e palestinese, non solo nel campo medico, ma anche nello sforzo di ottenere pace e giustizia in quest’area di conflitto. La sostenibilità del progetto è quindi anche intesa nel rendere possibile il proseguimento del dialogo e della collaborazione israelo-palestinese. Le attività previste sono l’implementazione delle cliniche mobili per la salute della donna, la realizzazione di incontri di promozione della salute e dei diritti fondamentali e la formazione specialistica di giovani medici palestinesi nell’area ginecologico-ostetrica. Il progetto è imperniato sulla partnership con una ONG israeliana (Physicians for Human Rights Israele – PHR Israele) e una ONG palestinese (Palestinian Medical Relief Society – PMRS). Le organizzazioni locali collaborano da diversi anni e hanno sviluppato un’importante esperienza nella tutela dei diritti umani e nella promozione dei processi di dialogo in zone di conflitto. Il presente progetto cerca di esprimere una visione integrata della cooperazione dove l’aspetto sanitario è inseparabile dai temi dei diritti umani e della pace. L’intervento è inoltre orientato a promuovere l’empowerment femminile sia nella metodologia (cliniche mobili per le donne gestite da donne), sia nell’ambito della formazione sui temi della salute e dei diritti fondamentali. |