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La salute come strumento di pace: cliniche mobili per la salute della donna nei Territori occupati palestinesi (Cisgiordania)

Il contesto

La Cisgiordania o West Bank fu designata ad accogliere uno Stato palestinese (insieme alla striscia di Gaza) dal piano di spartizione delle Nazioni Unite del 1947, ma le truppe israeliane ne iniziarono l’occupazione già all’indomani della prima guerra arabo-israeliana del 1948, ponendolo poi interamente sotto il loro controllo durante la guerra dei Sei giorni del 1967. Verso la metà degli anni Novanta alcune città della Cisgiordania e della striscia di Gaza passarono sotto l’Autorità nazionale palestinese (ANP) in seguito alla firma degli “accordi di Oslo”. Gran parte della Cisgiordania è stata tuttavia rioccupata in seguito allo scoppio della seconda intifada nel settembre 2000.

Nel 2002 Israele ha avviato la costruzione di una barriera di separazione (security fence) in Cisgiordania allo scopo ufficiale di impedire fisicamente ogni intrusione di terroristi palestinesi nel territorio nazionale. Questa barriera consiste per tutta la sua lunghezza in una successione di muri, trincee e porte elettroniche ed è stata giudicata una seria violazione dei diritti umani e del diritto internazionale umanitario dalla Corte Internazionale di Giustizia dell’ONU e dalla Commissione Internazionale dei Giuristi.
Nella West Bank, a causa dell’aggravarsi della situazione socio-politica e umanitaria, degli effetti di 41 anni di occupazione israeliana e dell’aumentata dipendenza dagli aiuti esterni, l’accesso a servizi medici sostenibili per i residenti palestinesi è stato fortemente compromesso e le possibilità di sviluppo di un sistema sanitario palestinese indipendente sembrano, allo stato attuale, difficilmente realizzabili.

Le restrizioni alla libertà di movimento imposte dalla forze di occupazione israeliane alla popolazione palestinese creano gravi problemi sia per quanto riguarda l’accesso dei pazienti  ai servizi sanitari sia per quanto concerne  la formazione e l’aggiornamento di personale medico e la costruzione di un efficace sistema sanitario. Gli indicatori di salute evidenziano la critica situazione in cui si trova il sistema sanitario palestinese: la mortalità infantile è sei volte superiore a quella di Israele mentre la mortalità materna è addirittura 20 volte più alta.




TERRITORI PALESTINESI
Mortalità infantile
24,2%o
Speranza di vita alla nascita
72,5
Indice di sviluppo umano
0,737; posizione 110/182
PIL per abitante ($)
800

 



Popolazione Beneficiaria
Diretta: 12.000 donne appartenenti a villaggi e città della Cisgiordania. Beneficiari del progetto sono inoltre 20 giovani ginecologi palestinesi che usufruiscono di un training da parte di colleghi specialisti israeliani di riconosciuta esperienza.
Indiretta: la restante popolazione dei villaggi (in particolare le bambine ed i bambini) per un totale di circa 28.000 persone.
Beneficiari del progetto sono infine circa 500 operatori sanitari israeliani e palestinesi (medici, ostetriche, infermieri, farmacisti ecc) che attraverso il progetto, in maniera diretta o indiretta, instaurano relazioni di dialogo e collaborazione.


Volontari
Locali: 52

Partner
Physicians for Human Rights Israele (PHR Israele)
Palestinian Medical Relief Society   (PMRS)


Budget
2010: 84.394 euro

Finanziatori
Tavolo Valdese, MEDU, PHR Israele, PMRS

Il progetto

L’obiettivo generale del progetto è quello di promuovere e tutelare il diritto alla salute delle donne palestinesi che risiedono nei Territori occupati (TOP), nonché di favorire un processo di collaborazione e dialogo fra operatori sanitari israeliani e palestinesi.

Il progetto vuole sostenere il sistema sanitario palestinese e al contempo ridurre le barriere tra popolazione israeliana e palestinese, esprimere solidarietà concreta, denunciare le politiche che limitano il corretto funzionamento del sistema sanitario e l'accesso alle cure, coinvolgere i cittadini israeliani ad agire per il cambiamento. In questo senso un aspetto fondamentale dell’intervento verte sul significato simbolico e concreto della collaborazione tra personale sanitario israeliano e palestinese, non solo nel campo medico, ma anche nello sforzo di ottenere pace e giustizia in quest’area di conflitto. La sostenibilità del progetto è quindi anche intesa nel rendere possibile il proseguimento del dialogo e della collaborazione israelo-palestinese. Le attività previste sono l’implementazione delle cliniche mobili per la salute della donna, la realizzazione di incontri di promozione della salute e dei diritti fondamentali e la formazione specialistica di giovani medici palestinesi nell’area ginecologico-ostetrica.

Il progetto è imperniato sulla partnership con una ONG israeliana (Physicians for Human Rights Israele – PHR Israele) e una ONG palestinese (Palestinian Medical Relief Society – PMRS). Le organizzazioni locali collaborano da diversi anni e hanno sviluppato un’importante esperienza nella tutela dei diritti umani e nella promozione dei processi di dialogo in zone di conflitto. Il presente progetto cerca di esprimere una visione integrata della cooperazione dove l’aspetto sanitario è inseparabile dai temi dei diritti umani e della pace. L’intervento è inoltre orientato a promuovere l’empowerment femminile sia nella metodologia (cliniche mobili per le donne gestite da donne), sia nell’ambito della formazione sui temi della salute e dei diritti fondamentali.

 

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