L’Ecuador è uno dei paesi meno
estesi dell’America del sud,
situato nell’area andina, la sua superficie è leggermente inferiore a quella
dell’Italia. L’Ecuador è un paese plurietnico e multiculturale; con tutte le
cautele dovute a ripartizioni di questo tipo, si stima che la popolazione meticcia rappresenti
circa il 60% del totale, i popoli indigeni circa il 30%, i creoli (diretti
discendenti degli spagnoli) e gli afrodiscendenti, approssimativamente, il 5%
ciascuno. Situato in ottantaduesima posizione nella graduatoria che valuta
l’indice di sviluppo umano, l’Ecuador è stato colpito, a partire dalla fine
degli anni novanta, da una grave crisi sociale ed economica che ha portato
alla dollarizzazione dell’economia, ad una forte instabilità politica (dal
2000 si sono avvicendati 4 presidenti della repubblica) e ad una forte
accentuazione del fenomeno dell’emigrazione verso gli Stati Uniti e l’Europa
(Spagna ed Italia principalmente). Attualmente la seconda fonte di introito
del paese è rappresentata dalle rimesse economiche degli emigrati, seconde
solo agli ingressi dovuti allo sfruttamento delle risorse petrolifere. Si
stima che il 78% della popolazione del paese viva in condizioni di povertà ed
il 45% in condizioni di indigenza.
Medici del Mondo, che opera nel paese dal 1999, ha realizzato una missione esplorativa
nell’area di La Tola (provincia di Esmeraldas), situata nell’estrema regione
nord-occidentale, vicino al
confine con la Colombia. La popolazione, per lo più afrodiscendente, presenta problematiche di
emarginazione e povertà tra le più acute dell’Ecuador.
In effetti la provincia di
Esmeraldas ospita uno dei più importanti insediamenti della popolazione
afrodiscendente, che in questa regione del paese supera il 30% degli abitanti.
Le comunità afro, discendenti delle popolazioni africane deportate in
schiavitù a partire del XVI secolo, scontano ancora oggi una condizione di
esclusione, di discriminazione e di indigenza rispetto al resto della società
ecuadoriana.
Nelle ultime due decadi gli
afro-ecuadoriani hanno sviluppato un notevole processo organizzativo e sono
stati protagonisti d’importanti mobilitazioni per rivendicare i propri diritti
territoriali, culturali, economici e sociali e proporre la costruzione di una
nazione includente, senza razzismo, discriminazione e con equità
sociale.
Nel municipio
di La Tola il 63% della popolazione è afrodiscendente ed il 99% presenta necessità basiche
insoddisfatte(NBI) In tutto l’Ecuador il tasso di povertà per NBI si attesta
al 61,26%.
Il territorio di La Tola ospita
le Mangrovie di Olmedo-Majagual; le più alte del mondo.
Le foreste di mangrovia
rappresentano un ecosistema estremamente ricco che si sviluppa,
principalmente, negli estuari dei fiumi in ambienti umidi tropicali ed
equatoriali. Composte di alberi ed arbusti dotati di radici aeree che hanno la
capacità di filtrare l’acqua salata delle maree, le mangrovie ospitano una
moltitudine di specie animali (uccelli, pesci, crostacei, rettili e mammiferi)
e offrono alle popolazioni che le abitano una alimentazione equilibrata e
delle risorse fitofarmacologiche utili per la cura delle malattie più
comuni.
Le comunità di pescatori
afrodiscendenti e meticci hanno appreso nei secoli a vivere in armonia ed
equilibrio con il fragile sistema delle mangrovie.
Attualmente vi è un fattore che
minaccia di distruggere l’ecosistema delle mangrovie ed il sistema sociale ed
il modo di vita delle comunità negre lì ubicate: l’industria dei
gamberi.
L’Ecuador è oggi il terzo
produttore mondiale di gamberi che rappresentano il 18% di tutte le
esportazioni del paese.
Si calcola che l’80-90% delle
mangrovie della costa dell’Ecuador siano state distrutte per fare spazio alle
piscine per l’allevamento dei gamberi.
Gli effetti socio-ambientali
della distruzione delle mangrovie provocata dall’industria camaronera sono numerosi e
particolarmente negativi. Tra
questi citiamo:la perdita di
stabilità della geomorfologia costiera (come si è potuto costatare con gli
effetti del fenomeno del “Niño” che sono stati particolarmente devastanti
nelle zone con maggior deforestazione di mangrovia);la salinizzazione di aree estese anteriormente
dedicate all’agricoltura e di fonti d’acqua dolce che approvvigionavano le
popolazioni locali; la contaminazione del sistema idrico limitrofo
alle comunità con gli scarichi contenenti antibiotici, insetticidi e fertilizzanti;la perdita della biodiversità costiera
(vegetazione naturale, pesci, crostacei, molluschi, ecc.), principale fonte di
lavoro e di alimentazione delle comunità dei pescatori
artigianali;l’incremento della
violenza a causa della presenza di guardie armate dispiegate a protezione
degli stabilimenti di camaroneras
ed atti di ostilità, minaccie- ed anche gravi aggressioni - alla popolazione
che non accetta la loro presenza.
I
problemi di salute più urgenti che devono affrontare le comunità sono
relazionati con la mancanza
pressoché totale di acqua potabile e di infrastrutture igienico-sanitarie e
con la salute sessuale e riproduttiva.
In effetti le adolescenti e le
giovani donne rappresentano un gruppo particolarmente vulnerabile in una
popolazione che sconta già di per
se un alto grado di emarginazione e di esclusione dal diritto alla
salute. La provincia di
Esmeraldas presenta il secondo
tasso generale di fecondità più alto dell’Ecuador: 152/1000 rispetto a
121,3/1000 in tutto il paese. Nella provincia di Esmeraldas le età medie del primo parto e della prima
relazione sessuale per le donne sono
le più basse del paese: rispettivamente 19,3 e 17,7 anni in comparazione con i
21,2 e i 19 di tutto l’Ecuador.
I dati epidemiologici nella zona
di La Tola sono scarsi e poco attendibili; nella provincia di Esmeraldas il
tasso di mortalità materna è di 109,7 per 100.000 nati vivi (in tutto
l’Ecuador è di 68,5/100.000) mentre la mortalità infantile si attesta al
40/1000 rispetto alla media nazionale che risulta essere del 30 per mille nati
vivi. Mancano eficaci programmi di pianificazione familiare e la pratica degli
aborti domiciliari con metodi empirici è per le adolescenti e le giovani donne
una drammatica realtà.
MdM si propone di realizzare un
progetto di salute comunitaria, nei prossimi tre anni, con la popolazione di 8 comunità afro-ecuadoriane nella
zona di La Tola. Tra gli
obiettivi del progetto vi sono quelli di favorire l’accesso della popolazione
all’acqua potabile come misura fondamentale per la prevenzione delle malattie
più comuni; favorire l’accesso della popolazione a servizi di salute
riproduttiva e sessuale di qualità, culturalmente adattati ed efficaci nel
ridurre la mortalità materna ed infantile; rafforzare la partecipazione attiva
della popolazione in tutte le fasi di realizzazione dei programmi e dei
servizi comunitari di
salute.