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editoriale LA SALUTE COME DIRITTO

nel mondo EMERGENZA TSUNAMI: MDM IN ASIA

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Oggi nasce notizie solidali; il bollettino elettronico di Medici del Mondo Sezione Centrosud.

notizie solidali  vuol essere uno spazio di informazione sulle iniziative e i progetti del movimento di Medici del Mondo in solidarietà con le popolazioni più vulnerabili del sud e del nord del Mondo, e, naturalmente, in Italia.

notizie solidali si rivolge ai soci, ai volontari, ai simpatizzanti, ai donatori e a tutta la società civile interessata alla solidarietà, alla cooperazione, all’azione umanitaria e all’affermazione dei diritti umani.

Medici del Mondo ritiene che la salute sia un diritto di tutte e di tutti, e cerca di rendere un pò meno astratto questo principio attraverso l’azione sul terreno  e la testimonianza. Abbiamo dunque deciso di dedicare il primo editoriale a questo tema, avvalendoci del contributo di Philippe Texier, esperto francese di diritti umani e membro del Comitato delle Nazione Unite per i diritti economici, sociali e culturali.

Vi auguriamo buona lettura, sperando, prima di tutto, di non annoiarvi ! E di suscitare, forse,  qualche nuovo spunto di interesse.






Il concetto di salute è stato per molto tempo definito in maniera negativa e riduttiva: si era in salute se non si avevano malattie. Bisognerà aspettare la costituzione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) per ottenere una definizione positiva, universalmente accettata della salute come “uno stato di benessere completo, psico-fisico e sociale, e non solamente l’assenza di affezioni e di malattie” (Costituzione dell’OMS, 1948).

Da questa definizione discendono un certo numero di conseguenze, ed in particolare, che la salute deve avere come punto centrale la prevenzione, la promozione e la protezione; che la nozione di benessere si deve intendere nel suo senso più ampio e che deve coinvolgere lo stato psico-fisico e quello sociale; che la soddisfazione della salute suppone un impegno politico che si basa sul principio della giustizia sociale; che essa deve essere considerata come un elemento fondamentale del progresso sociale e non solamente economico, sulla base di una nozione di sviluppo la cui finalità sia un costante miglioramento della qualità della vita delle popolazioni, basata sulla dignità umana.

La salute è anche un diritto, ed un diritto umano. Questa definizione della salute come un diritto, appare alla fine del XIX secolo, o inizio del XX secolo, e presuppone già la responsabilità dello Stato per quanto attiene ai lavori di risanamento, alla equilibrata distribuzione degli alimenti di base, alla regolamentazione delle condizioni di lavoro e ad una attenzione particolare per la salute dei gruppi più vulnerabili come i lavoratori, le donne, i bambini, gli anziani, i contadini ed i portatori di handicap.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo adottata dall’ONU nel dicembre 1948, proclama nel suo articolo 25 che: “ogni persona ha diritto ad un livello di vita sufficente per assicurare la sua salute, il suo benessere e quelli della sua famiglia, segnatamente per l’alimentazione, il vestire, l’alloggio, le cure mediche ed anche per i servizi sociali necessari...”.

In seguito, il Patto Internazionale realtivo ai diritti economici, sociali e culturali definisce, e regolamenta gli impegni assunti dagli Stati in merito al diritto alla salute.

Più tardi, nel 1978, la dichiarazione di Alma Ata ribadisce l’importanza di questo diritto affermando che la salute “è un diritto  umano fondamentale, e il suo conseguimento è un obiettivo sociale particolarmente importante in tutto il mondo, la realizzazione del quale esige il convolgimento di molti attori tra cui quelli sociali ed economici” e ricorda inoltre che “i governi hanno la responsabilità della salute dei loro popoli e che questa si può conseguire solo con l’adozione di misure sanitarie e sociali adeguate”.

Molti altri strumenti giuridici universali fanno riferimento al diritto alla salute, a dimostrazione che in questo campo gli strumenti legali non mancano. Il problema, in realtà, è la distanza che esiste tra le dichiarazioni , le convenzioni ed altri proclami internazionali, e la realtà quotidiana di milioni di persone, in particolare nei paesi in via di sviluppo e nei paesi più poveri.

Diverse ragioni possono essere avanzate per spiegare, ma non giustificare, questo scarto tra le istituzioni e la realtà: per prima cosa i diritti economici, sociali (e la salute è tra questi) e culturali non ricevono la stessa attenzione nazionale ed internazionale di altri diritti umani come quelli civili e politici; non sono sufficentemente protetti, non beneficiano di una giurisdizione internazionale per farli rispettare, non mobilitano la solidarietà nello stesso modo. In questo inizio del XXI secolo, si muore più di fame che di torture. Secondo i dati della FAO, più di 800 milioni di persone sono sotto-alimentate ed una gran parte di queste muore di fame. La mancanza d’acqua potabile in Africa o  in Asia  causa morti, guerre e conflitti. Milioni di bambini muoiono ogni anni a causa di malattie curabili, per non avere accesso alle cure e/o ai medicinali.

Un’altra ragione per spiegare questo gap, è la difficoltà, reale o presunta, di rendere questi diritti, ed in particolare il diritto alla salute, “giustiziabili”, cioè di renderli esigibili davanti ad una giurisdizione, o ad un amministrazione, o semplicemente davanti allo Stato. Alcuni esempi recenti dimostrano però che ciò è possibile  e mi riferisco  alle azioni condotte in Africa del Sud, Brasile, India per esigere che i farmaci “generici” per curare l’AIDS  possano essere commercializzati prevalendo sulla resistenza delle multinazionali farmaceutiche. Quando due diritti si contrappongono, il diritto alla salute ed il diritto della proprietà industriale o dei brevetti, bisogna fare delle scelte: da una parte, si tratta di salvare delle vite umane, dall’altra, si tratta solamente di preservare degli interessi finanziari.

Un’ultima parola, per citare un argomento che meriterebbe uno specifico approfondimento: la globalizzazione e le sue conseguenze sul diritto alla salute. Non si tratta qui di negare gli effetti positivi del processo di globalizzazione sull’arricchimento scientifico, economico, culturale, informativo, ma di sottolineare  che ha anche contribuito ad aumentare le disuguaglianze tra paesi ricchi e paesi poveri, ed ha spesso aggravato la povertà dei più poveri.

Le politiche del FMI o della Banca Mondiale , e sopratutto i piani di aggiustamento strutturale, che si traducono nella privatizzazione di numerosi settori e nella riduzione dei bilanci sociali, hanno quasi sempre contribuito ad allontanare i più poveri dall’accesso ai diritti economici e sociali fondamentali.

Se la societa civile, in generale, ed ogni individuo in prima persona si mobilitano e gli Stati si impegnano a contrapporre a un  liberismo senza freni, il rispetto di tutti i diritti dell’uomo, gli efetti più nefasti della globalizzazione potranno certamente essere ridotti.

E’ un impegno difficile e pesante, ed a lungo termine, ma fortunatamente da diversi anni numerose ONG e, segnatamente Medici del Mondo, si battono per raggiungere questo obiettivo e ci fanno  ben sperare per il futuro.



MdM-International è attualmente presente con le delegazioni di Cipro, Grecia, Francia,  Spagna, Portogallo, USA e Canada nelle aree del sud-est asiatico colpite dallo tsunami, per portare soccorso alle popolazioni. Le aree di impegno sono lo Sri Lanka e l’Indonesia. Si è scelto di intervenire nelle due zone maggiormente colpite e politicamente più “difficili”, cercando di non sovrapporsi ad altri interventi umanitari e dando quindi priorità alle zone non ancora coperte da aiuti. Dall’inizio di febbraio, 88 volontari espatriati (44 in Indonesia e 44 nello Sri Lanka)  integrano i team delle varie delegazioni di MdM presenti sul terreno.

 

·         Interventi nello Sri Lanka:

 

Il team di MdM (medici, infermieri, personale di coordinamento e gestione rifornimenti) ha fissato più sedi di intervento: a Tricomalee, località sulla costa orientale, a Galle  nel sud, a Jaffnar, Mullaitivu e Point Pedro nel nord; nei primi giorni le delegazioni hanno proceduto a monitorizzare la situazione recandosi nei punti di raccolta dei rifugiati, negli ospedali e nei Centri di Salute dei vari distretti. Presa visione della situazione è stato predisposto un programma di primo intervento in collaborazione col Sistema Pubblico di Salute dello Sri Lanka.

Gia dal 1 gennaio sono operative due unità mediche mobili che si spostano sul territorio e sono stati organizzati centri medici fissi. Sono stati fatti pervenire kit di attrezzature per interventi urgenti su aree disastrate e 10.000 kit di sopravvivenza, oltre a kit  specifici per la potabilizzazione dell’acqua. I Centri Medici della regione vengono poi  regolarmente riforniti con materiale medico di consumo e farmaci. Il 5 gennaio il team iniziale di sei persone era stato potenziato con l’arrivo di altre 14 persone (medici, infermieri, psicologi, coordinatori e addetti ai rifornimenti). Attualmente sono operativi cinque team, che si dividono fra i centri medici fissi, le unità mobili e le attività di sostegno ai centri di salute locali. All’attività di primo soccorso si sta affiancando un’attività di supporto psicologico per affrontare il disagio e contenere i traumi psichici. Sono in corso poi pratiche vaccinali e un monitoraggio epidemiologico. Da alcuni giorni sono al lavoro professionisti (architetti e esperti in progetti di sviluppo) per redigere un report che consenta di avviare i primi interventi di ricostruzione

 

·         Interventi in Indonesia:

 

Il team di MdM (9 persone, fra medici, coordinatori e addetti ai rifornimenti), già presente per altri interventi a Jakarta, era stato trasferito da subito con urgenza ad Aceh (Sumatra) per una ricognizione nelle aree di raccolta dei rifugiati, negli ospedali e nei dispensari nei dintorni di Aceh, Jantoh (45 km nell’interno), Cedang e Labno (sulla costa ovest). Attualmente l’attività di MdM è suddivisa in sette siti Banda Aceh città, Lhok Nga, Lamlhom, Lampuk, Jantoh, Menassan, Lampisang. In ognuno di questi siti viene svolta attività di  assistenza diretta tramite unità sanitaria mobile, più sostegno ai centri di salute locali. Oltre ad interventi di primo soccorso il team medico sta procedendo a vaccinazioni su larga scala delle popolazioni. Dal 3 gennaio il numero delle persone impiegate in quest’area è cresciuto a 17 (con l’integrazione di psicologi e infermieri). Oltre ai kit di emergenza e di sopravvivenza (come quelli inviati in Sri Lanka) e kit per la potabilizzazione dell’acqua, dal 4 gennaio sono state inviate in queste aree 19 tonnellate di equipaggiamento (farmaci, ospedale da campo a 30 letti, equipaggiamenti ortopedici, kit per il colera, ecc.) che garantiranno l’assistenza  medica per tre mesi a 50.000 persone.






La strada è un viaggio, uno dei tanti in cui ci si può trovare mentre il cammino della nostra vita si dipana al passo del tempo.

Un viaggio che si costruisce con le scelte che ci troviamo a fare camminando, non sapendo bene dove porteranno; ma tutte, anche le più piccole ed insignificanti guideranno i nostri piedi verso una direzione, lasciandoci alle spalle le altre centinaia di vite che avremmo potuto sognare e rendere reali. Tutti viviamo nella vita piccoli momenti che aiutano a sognare, quando sdraiati su un prato il tempo sembra fermarsi. Non sempre sappiamo viverli e goderne, non sempre si trova il coraggio di non farli scivolare come sabbia tra le mani, non sempre si riesce ad afferrarli per costruire la strada che li porterà avanti. A volte ci aiuta qualcuno, incontrato lungo la strada, che ci insegna a bere questi momenti che compongono e concentrano l’essenza della vita stessa. E da questi partiamo per decidere da protagonisti di quale viaggio vogliamo essere gli eroi.

Se poi la vita ti aiuta e non ti butta troppo vento in faccia, non distrugge con le sue maree ciò che hai costruito con fatica, spazzando via con la schiuma di un onda ogni speranza, ti senti invincibile e sicuro che sempre la tua storia avrà un lieto fine.

Così ciascuno vive la sua strada, e si intrecciano i percorsi differenti di ognuno.

Ciò che c’è lungo la strada diventa parte di noi e ci aiuta a costruire il percorso.

Così la mia strada si è incrociata con quella di S. che vive vicino ai fori imperiali, in un marciapiede il cui panorama farebbe invidia al palazzo del re; con F. che non accetta la sua malattia perché ha troppa paura di voler vivere; con M. che ha due identità assolutamente coerenti; con A. che ha un villino privato proprio sotto un ponte; con J. che si arrabbiava se non capivi bene cosa diceva nel suo italiano stentato; e con tanti altri ancora che come loro fanno fatica a trovare una strada che tenga uniti il tempo e le speranze; con un passato così troppo pieno di nomi, luoghi, amori, delusioni e sofferenze, che rende difficile costruire legami con il proprio presente.

Che freddo che fa!! Pensiero lapidario che mi sale alla coscienza ogni volta, ritornando a casa dopo una uscita con l’unità mobile di Medici del Mondo. Ogni volta. Rientro in casa dove mi investe il calore e la luce che vi pulsa dentro, che mi accompagnano fino alle lenzuola profumate di pulito. E scivolo nel sonno pensando alle mille storie che si intrecciano fuori, ed alla forza che serve per vivere il sogno della vita.

Il progetto camper inizia a Luglio 2003 in collaborazione con la Fondazione Silvano Andolfi (nell’ambito del progetto “Accademia dello Zazer”) e l’Esercito della Salvezza, all’interno del territorio del III Municipio. È costituito da tre unità distinte: una base fissa all’interno dell’Esercito della Salvezza con un operatore, una mobile che si sposta per le strade del centro storico di Roma con due operatori a bordo (un medico e uno psicologo) e un corso di formazione per operatori, medici, psicologi, e sociali.

 

Base Fissa:

 

ATTIVITA’

Due volte a settimana

UTENZA RAGGIUNTA

40 utenti età media 55 anni

(60% uomini 40%donne)

RUOLO OPERATORE MDM

Raccordare le varie parti dell’anamnesi ed inviare al SSN (Servizio Sanitario Nazionale)

PATOLOGIE PIU’ FREQUENTI

diabete, ipertensione, malattie vascolari, malattie dell’apparato respiratorio, malattie infettive quali epatite, HIV, TBC, ecc., disturbi digestivi, problemi ginecologici, patologie dentarie, malattie tiroidee, infezioni comuni (influenze, cistiti, bronchiti ecc. ecc.), patologie psichiatriche, tossicodipendenza, alcolismo.

UTENTI RAGGIUNTI

100%

UTENTI INVIATI/SEGUITI

60%

PROSPETTIVE FUTURE

Raggiungere un gruppo più numeroso di utenti, costruire una rete di invii a servizi sempre più efficiente.

 

Base mobile:

 

ATTIVITA’

Due volte a settimana

UTENZA RAGGIUNTA

Circa mille in un anno età media 45 anni

(75% uomini, 70% stranieri)

RUOLO OPERATORE MdM

Soluzione delle situazioni di emergenza, invio ai servizi del SSN, assicurazione dei diritti dei cittadini stranieri, comunitari e non.

PATOLOGIE PIU’ FREQUENTI

alcolismo, malattie acute e croniche a carico dell’apparato respiratorio (da stati influenzali, a quadri di bronchite cronica importante), lesioni da trauma (contusioni, lesioni lacero contuse, lesioni da taglio, ecc), diabete, disturbi ginecologici, malattie dentarie.

UTENTI INVIATI/SEGUITI

A circa il 50% sono state prestate cure, o date informazioni in strada.

Circa 30 inviati con successo ai servizi

PROSPETTIVE FUTURE

Essere dotati di un camper attrezzato ad hoc.

 






Il 24  di febbraio alle ore 21, verrà inaugurata a Firenze, presso il circolo Arci “Vie nuove” (Viale Giannotti 13), la mostra fotografica di Medici del Mondo dal titolo “Progetto Chiapas: con le comunità indigene, costruendo la salute interculturale” .  La mostra sarà aperta da un dibattito sul tema “I movimenti indigeni in America latina: l’esperienza del Chiapas”. L’ingresso è libero e la mostra resterà aperta al pubblico fino al 6 marzo.





Da più di vent’anni il movimento internazionale di Medici del Mondo –nato in Francia nel 1980- cerca di essere presente, con l’azione e la testimonianza, laddove il diritto alla salute ed i più elementari diritti umani vengono negati. Medici del Mondo si propone di curare le popolazioni più vulnerabili, nelle situazioni di crisi, nel proprio paese e nel mondo (vittime di disastri naturali, di epidemie, della fame e dell’ ingiustizia sociale, vittime di conflitti armati, della violenza politica, rifugiati, minoranze, bambini di strada e tutti coloro che sono esclusi dall’acceso alle cure).

Medici del Mondo rivela i rischi di crisi e le minacce alla salute e alla dignità; denuncia con una azione di testimonianza le violazioni dei diritti umani e in particolare l’esclusione dal diritto alla salute; sviluppa nuovi approcci e nuove pratiche di salute pubblica nel mondo, fondati sul rispetto della dignità umana; milita per istituire i valori di una medicina umanitaria.

Oggi la rete internazionale di Medici del Mondo è composta da 12 delegazioni nazionali (tra cui Medici del Mondo  Italia, nato nel 1994), 7000 membri, 1200 volontari in missione, 297 progetti in 88 paesi.

L’azione di Medici del Mondo si basa sulla militanza della società civile,  sull’impegno volontario di medici ed altri operatori professionali della salute, così come di cittadini e professionisti di altre discipline.

 

www.mdm-international.org       www.medicidelmondo.org     mdmcentrosud@email.it

 





Le donazioni possono essere trasmesse a:

Banca Popolare Etica  CIN  F – ABI 5018 – CAB 3200 – c/c n. 113024

 

oppure a:

c/c postale 12182317 intestato a Banca Popolare Etica – Roma  con causale Medici del Mondo c/c n. 113024

 

Medici del Mondo è una ONLUS, puoi quindi avvalerti della agevolazioni fiscali previste per le donazioni in favore delle ONLUS. Le persone fisiche possono detrarre dall’imposta lorda il 19% dell’importo donato a favore delle ONLUS fino ad un massimo di 2065,83 euro (art. 13 bis, comma 1 lettera i-bis del D.p.r. 917/86). Le imprese possono dedurre le donazioni a favore delle ONLUS per un importo non superiore a 2065,83  euro o al 2% del reddito di impresa dichiarato (art. 65, comma 2 lettera c-sexies del D.p.r. 917/86).