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Rapporto di MEdici per i Diritti Umani Israele: l'esercito israeliano ha ripetutamente violato l'etica medica durante l'offensiva di Gaza.
23 marzo 2009
Impedimento all'assistenza medica nei confronti di persone intrappolate e ferite, numerosi ostacoli all'evacuazione medica di emergenza, attacchi al personale medico ed alle strutture ospedaliere e proibizioni all’invio di ammalati e gravemente feriti al di fuori di Gaza. “Facciamo appello ad un organo esterno ed indipendente per investigare sugli eventi”, chiedono i rappresentanti di MEDU – Israele.
Il nuovo rapporto pubblicato oggi dai MEDU – Israele mette in luce il fatto che, durante le operazioni a Gaza, soldati israeliani hanno ripetutamente agito in contrasto con il codice etico dell'esercito, con il codice etico della professione medica e con i diritti umani fondamentali. Queste azioni hanno comportato violazioni ripetute del Diritto Internazionale in merito al trattamento dei malati e dei feriti ed alla protezione del personale medico.
Il rapporto esamina in particolare sei tematiche: la situazione del sistema Gaza alla vigilia dell'operazione militare, la difficoltà nell'evacuazione dei feriti verso strutture sanitarie al di fuori di Gaza, gli attacchi al personale medico, le difficoltà durante l'evacuazione dei feriti, gli attacchi a strutture mediche e danni a pazienti malati cronici ed acuti.
Basato su numerose testimonianze in prima persona raccolte da MEDU - Israele durante gli attacchi, il rapporto dipinge un quadro della drammatica realtà a Gaza durante quei 22 giorni.
In alcuni casi testimoniati a MEDU- Israele, l'esercito ha impedito per giorni l'evacuazione a civili feriti ed intrappolati in sacche isolate senza accesso a cibo, acqua e cure mediche. L'esercito non solo non ha assistito i civili ma ha impedito ai veicoli di soccorso palestinesi ed al personale medico di raggiungerli. In altri casi, i soldati hanno negato l'assistenza medica alle persone ferite che si trovavano a pochi passi da loro. Tutto ciò in palese violazione del Codice etico dell'esercito sulla “guerra al terrore” del 2004, che afferma che “ i soldati sono obbligati a garantire servizi sanitari adeguati, nei limiti permessi dalle circostanze, con le stesse modalità sia nei loro confronti che nei confronti dei nemici”.
MEDU – Israele ha avuto notizia di 16 persone appartenenti al personale medico uccise e di 25 ferite dal fuoco dell'esercito israeliano, tutti mentre prestavano servizio medico. Inoltre, 34 strutture sanitarie sono state colpite dall'esercito: 8 ospedali e 26 cliniche di cure primarie, in grave violazione delle norme di Diritto internazionale che vietano attacchi nei confronti di personale medico e strutture sanitarie durante i combattimenti.
Impedimento all'evacuazione ed all'assistenza ai feriti
Il 3 gennaio la casa della famiglia Aiedi, situata nel S-E di Gaza City, venne colpita da un missile e 6 dei 20 membri della famiglia rimasero feriti. I tentativi di abbandonare la casa si scontrarono ripetutamente con il fuoco dell'artiglieria. Avuto notizia di questo evento, il mattino del 4 gennaio MEDU – Israele contattò l'esercito cercando di coordinare l'evacuazione della famiglia, ma fu tutto invano. Per sei giorni l'esercito impedì l’allontanamento dei feriti, l'avvicinamento delle ambulanze nell'area e non fornì cibo ed acqua alla famiglia nè assistenza medica. Il 6 gennaio alcuni dei feriti furono in grado di lasciare la casa portando una bandiera bianca e furono obbligati a camminare per 2 kilometri prima di raggiungere un'auto di soccorso. Gli altri feriti erano troppo deboli per seguirli e solo il 10 gennaio tutti i componenti della famiglia furono capaci di lasciare la casa, camminando e portandosi dietro i loro feriti.
Il 16 gennaio, intorno alle 2 del pomeriggio, 3 membri della famiglia Shurrarb, il padre e due figli, furono feriti da fuoco automatico nella loro auto mentre cercavano di acquistare provviste durante il cessate il fuoco umanitario. Uno dei figli fu ucciso quasi immediatamente, il secondo venne ferito a una gamba ed il padre venne leggermente ferito da una granata. I soldati occuparono la zona attorno all’auto e le richieste di MEDU- Israele all'esercito per assistere o evacuare i feriti non furono prese in considerazione. Il figlio ferito, senza cure mediche, stava nel frattempo perdendo una considerevole quantità di sangue. A mezzanotte, il padre Mahmud informò MEDU che anche il secondo figlio era morto dissanguato. Raccontò che il figlio urlò e gli chiese di chiamare i soccorsi e che i soldati sul posto lo offesero e lo minacciarono che se non avesse messo giù il suo cellulare gli avrebbero sparato. Mahmud ed i corpi dei suoi 2 figli furono evacuati il 17 gennaio alle 12 del pomeriggio, 24 ore dopo l'incidente della sparatoria.
Attacchi al personale medico
Il rapporto elenca 12 incidenti, comprendenti circostanze nelle quali elicotteri e blindati spararono su ambulanze e personale medico. In altri casi, equipe mediche furono mandate via da zone raggiunte per curare i feriti.
Il 31 dicembre un elicottero colpì una squadra medica partita per fornire aiuto ad una persona sanguinante nel N-E della Striscia di Gaza. Il medico, il paramedico e la persona ferita destinataria dei soccorsi vennero uccisi.
Il 10 gennaio, cinque ambulanze della Mezzaluna Rossa ed un'auto della Croce Rossa entrarono nel quartiere Al-Atatra ed una carro armato sparò verso di loro. Un autista dell'ambulanza ed un paramedico vennero feriti e la squadra medica dovette lasciare i feriti sul posto.
Il rapporto mostra inoltre che, nonostante il sistema sanitario israeliano fosse preparato a ricevere i feriti dalla Striscia di Gaza, solo pochi vennero effettivamente portati in Israele per curarsi.
Il blocco dei passaggi, gli ostacoli burocratici posti da Israele, il collasso del sistema di coordinazione ed, inseguito, il rifiuto da parte delle Autorità Palestinesi e di Hamas di rinviare i feriti in Israele fecero si che effettivamente nei 22 giorni d'offensiva, solo 6 delle 5380 persone ferite ricevesssero cure mediche in Israele.
Il rapporto chiede all'esercito di pretendere dai suoi soldati la protezione garantita dal Diritto Internazionale al personale medico nell'esercizio delle sue funzioni e di agire contro coloro che violano tali norme.
Inoltre, considerando che i testimoni indicarono che le violazioni non furono né individuali né incidenti isolati, MEDU- Israele ha convocato un comitato indipendente di esperti internazionali in medicina legale e sanità pubblica, che già operò nella Striscia di Gaza, al fine di raccogliere ulteriori testimonianze, esaminando la portata degli incidenti ed indagando le sospette violazioni dell'etica medica, del codice etico dell'esercito nonché del Diritto internazionale.
Il rapporto del Comitato sarà reperibile a partire dal 6 aprile al link http://www.phr.org.il/phr/ .
MEDU- Israele sostiene che gli attacchi a Gaza sono evidenza di un forte declino degli IDF morali nei confronti della popolazione palestinese di Gaza, indicativi di una precisa concezione della vita dei palestinesi stessi. Le promesse ribadite dall'esercito all'Alta Corte di trattare gli attacchi ad equipe e strutture mediche medici non sono state mantenute e ci sono sospetti riguardo alla serietà e alla celerità del loro mantenimento. Inoltre, ritiene essenziale che l'indagine sugli attacchi a Gaza venga compiuta da un soggetto neutrale ed esterno, senza alcun rapporto con l'esercito israeliano.
In mancanza di una corretta inchiesta da parte delle autorità israeliane, MEDU -Israele chiede che un organo neutrale ed indipendente svolga un lavoro completo. Quest'ultimo accertare se Israele ha violato il Diritto Internazionale, il Diritto Consuetudinario e le leggi israeliane. I responsabili di queste violazioni dovranno essere condotti davanti alla giustizia ed Israele dovrebbe essere ritenuto responsabile per il risarcimento delle vittime.
Per ulteriori dettagli contattate Ray Yaron: 9725477696 ryayaron@phr.org.il
APPELLO URGENTE PER LA PALESTINA
Raccolta straordinaria di fondi per l’emergenza sanitaria nella Striscia di Gaza
A 11 giorni dall’avvio dell’offensiva militare israeliana sulla striscia di Gaza il bilancio è di oltre 600 vittime, tra cui 195 bambini, e di più di 2700 feriti. 250 persone hanno bisogno di cure urgenti per sfuggire alla morte perchè gravemente ferite. Mancano però i principali strumenti medici per affrontare la crisi. E’ un bilancio di morte che purtroppo si ingrossa minuto per minuto e che rende sempre più urgente una sospensione delle operazioni militari e sempre più necessari gli aiuti umanitari. Il sistema sanitario è ormai al collasso ed un milione e quattrocentomila esseri umani hanno bisogno di un immediato aiuto dall’esterno.
Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria italiana e membro delle rete IFHRO (International Federation of Health and Human Rights Organizations), sostiene l’intervento sanitario d’urgenza portato avanti dall’associazione partner Physicians for Human Rights Israel nella striscia di Gaza.
A seguito dell’emergenza umanitaria attualmente in corso servono urgentemente 700 mila dollari per rispondere alle più urgenti richieste che provengono dagli ospedali di Gaza, prima di tutto materiali e strumenti di prima necessità come macchine per radiografie, camici, medicinali essenziali e di urgenza, 93 strumenti di laboratorio, rasoi elettrici per i pazienti, carrelli, letti, kit per la sterilizzazione, aghi, fasciature, anestetici, cateteri, gas medici, monitor portatili, tubi endotracheali, laringoscopi e bombole di ossigeno. Il minimo per dare una risposta all’emergenza sanitaria.
I medici in Palestina sono costretti ad operare senza guanti, senza anestesie né locali né totali, garze, strumenti sterilizzati e con l’ossigeno ridotto al minimo. Su 13 ospedali attivi a Gaza sono solo 1500 i posti letto disponibili. Una flotta di 60 ambulanze è ormai ridotta della metà. Il flusso interminabile di feriti e il bisogno di nuovi posti letti ha portato ad una sospensione delle cure per gli altri pazienti malati di cancro, cuore e di altre malattie croniche che sono stati rimandati a casa.
Physicians for Human Rights Israel e Medici per i Diritti Umani si appellano alla generosità di tutti coloro che vogliono sostenere concretamente il diritto alla salute e il diritto alla vita della popolazione civile di Gaza
E’ possibile inviare un contributo monetario direttamente all’associazione israeliana, nostra partner, con bonifico bancario a:
Destinatario : Physicians for Human Rights-Israel
Banca: Hapoalim #12
Agenzia: Hashalom #662
Indirizzo: 106 Levinski Street, Tel Aviv, Israel
Numero di Conto: 25938
SWIFT: POALILIT
IBAN: IL-70-0126-6200-0000-0025-938
PHR-Israel
Inviare anche una mail di pre-avviso a Gila Norich, Direttore dello Sviluppo: gila@phr.org.il E’ possibile contattarla anche telefonicamente al +972.3.5133.102 in Israele.
Oppure è possibile inviare la donazione a:
Medici per i Diritti Umani
Banca Popolare Etica
CODICE IBAN: IT68 F 05018 03200 000000113024
Causale: Donazione emergenza Palestina
Per avere aggiornamenti sulla situazione a Gaza : www.phr.org.il/phr/
Emergenza sanitaria a Gaza
14 gennaio 2008 - Comunicato di Physicians for Human Rights-Israele
Oggi Physicians for Human Rights-Israele (PHR) ha disposto la quarta spedizione di aiuti ai medici dell’ospedale Shifa a Gaza City. Il convoglio comprende 5 letti destinati alle unità di cura intensiva, cibo per bambini e materiale ortopedico, tra cui protesi per le braccia e perni.
7 nuovi letti per unità di terapia intensiva ed altro materiale sarà trasferito nella giornata di venerdì grazie alle donazioni che stiamo ricevendo da singoli ed associazioni sia di Israele che di altri Paesi.
Siamo nel frattempo impegnati nell’organizzazione di una manifestazione silenziosa di solidarietà ai civili di Gaza ed in memoria delle vittime del conflitto in corso, che accompagnerà la quinta spedizione di aiuti verso Kerem Shalom attraversando il sud di Israele. Una volta giunti alla frontiera ci divideremo, lasciando che il convoglio venga caricato e trasportato da un camion per poi proseguire dentro la Striscia di Gaza verso la sua destinazione finale.
In allegato (vedi sotto) una lettera scritta da PHR Israele insieme ad altre 9 ONG israeliane distribuita oggi dopo una conferenza stampa dal titolo “Un appello urgente per un’urgente azione umanitaria a Gaza”.
E’ appena rientrato in ufficio Ran Yaron, membro di PHR, recatosi a Washington per una missione urgente durante la quale ha avuto modo di incontrare i senatori ed i deputati del Congresso statunitense membri delle organizzazioni progressiste israeliane, mettendoli al corrente della situazione sanitaria a Gaza e delle responsabilità di Israele nelle operazioni attualmente in corso. Dopo l’incontro è stato richiesto a Ran Yaron di scrivere una lettera direttamente al Presidente Bush sulla questione. La lettera, (vedi sotto), è stata firmata da 28 deputati.
Riguardo i report dei prossimi giorni sugli avvenimenti in corso, stiamo raccogliendo dati sia dai nostri partner palestinesi che direttamente dai residenti di Gaza che abbiamo avuto modo di aiutare in questi giorni (quelli di loro che hanno batterie nei cellulari o elettricità per comunicare via computer).
Il personale di PHR ha inoltre provveduto a scrivere direttamente al Ministro della Difesa e della Salute chiedendo una protezione speciale per il personale sanitario ed i presidi sanitari a Gaza ed una rapida evacuazione dei feriti. Fino ad ora l’appello è stato disatteso. Oggi diffonderemo una lettera che chiede che ai malati cronici di Gaza sia concesso l’ingresso in territorio israeliano per le opportune cure mediche, come era abitualmente, anche se faticosamente, concesso prima dell’inizio delle operazioni militari.
Molto grati della solidarietà ricevuta in questi giorni e sperando in una prossima fine del sanguinoso massacro in corso,
Gila Norich
Physicians for Human Rights-Israel
Medici per i Diritti Umani sostiene l’intervento sanitario d’urgenza di Physicians for Human Rights Israele per rifornire di medicinali ed equipaggiamento medico gli ospedali nella striscia di Gaza:
www.mediciperidirittiumani.org
Friday, 16th of January 2009
Physicians for Human Rights-Israel
Protest, Solidarity and Aid Convoy for the Residents of Gaza
As medical professionals responsible for the health and safety of all people, Jews and Arabs, we cannot remain silent in the face of the horrors occurring before our eyes:
On Friday, 16th of January, we will set out together, members, volunteers and supporters of Physicians for Human Rights-Israel, to accompany a convoy of food and medical supplies for the residents of the Gaza Strip.
Together, Arabs and Jews, we will express solidarity with the residents of Gaza and the south of Israel, and call:
• Stop the killing of innocent people
• Stop attacking medical teams
• Stop preventing medical care from the wounded
• Stop shooting at aid convoys
Together we will call for an immediate ceasefire and for a political solution to end the occupation.
Bus transportation will be organized. Upon reaching the south, we will accompany the supplies vehicle on foot up to a pre-arranged point near to the Gaza Strip. There we will hold a quiet rally, after which the supplies vehicle will continue to the Crossing.
Black clothes are recommended. Medical personnel may wear white coats. Please bring water and ID/passports.
A bus will leave Taybeh from the gas station at the northern entrance to the town at 9am
A bus/buses will leave Tel Aviv from Arlozorov train station at 10am
Further details regarding transportation and exact hours will follow shortly.
Physicians for Human Rights-Israel
Contact person: Miri, 0546995199
Miri Weingarten
Director, OPT Department and International Advocacy
Physicians for Human Rights-Israel
+972 3 5133115
+972 546 995199
Appello al Presidente degli Stati Uniti D'America:
scarica in formato pdf:
18 gennaio 2009
LA POSIZIONE UFFICIALE DI PHYSICIAN FOR HUMAN RIGHTS -ISRAEL
Dopo 21 giorni Israele apre un ospedale da campo per i feriti di Gaza: troppo poco e troppo tardi.
Dopo la registrazione da parte di Israeli Channel 10 del bombardamento dell’abitazione del dott.Az A-Din Abu AlEish e dell’uccisione di tre delle sue figlie a Gaza, Israele ha improvvisamente concesso il trasferimento dei feriti verso il suo territorio.
Il 16 gennaio scorso la casa del dott. Abu AlEish a Gaza venne è stata bombardata da un carro armato israeliano e sono rimasti uccisi 6 membri della sua famiglia, feriti altri 4. La telefonata intercorsa tra lo stesso dott.Abu AlEish ed il giornalista israeliano Shlomi Eldar è stata diffusa subito dopo l’attacco. Immediatamente dopo la sua diffusione il Governo di Israele ha autorizzato il trasferimento dei membri di alcune famiglie agli ospedali israeliani con ambulanze ed elicotteri. Le ambulanze israeliane sono entrate a Gaza ed hanno portato i feriti in territorio israeliano. Questo fatto è stato largamente pubblicizzato dai media israeliani. La decisione è stata presa a seguito del precedente e persistente rifiuto da parte dello stesso Governo alle richieste di Medici per i Diritti Umani Israele di permettere il trasferimento di feriti verso Israele avanzate nel corso di tutte le ultime tre settimane. Sono state portate diverse ragioni a sostegno del rifiuto, tra le quali la necessità dell’impegno scritto al finanziamento dei trasferimenti da parte del Ministero della Salute palestinese e la necessità del consenso di Hamas.
Oggi, 18 gennaio 2009, dopo 21 giorni di conflitto, Israele ha deciso di impegnarsi a fornire cure mediche alla popolazione palestinese ferita. Il Ministro della Salute israeliano ha annunciato che ammetterà i feriti palestinesi negli ospedali israeliani e che oggi un ospedale da campo verrà aperto nel lato israeliano del confine presso il varco di Erez.
La decisione di Israele di rende possibile il trasferimento dei feriti verso Israele contrasta fortemente con le sue precedenti affermazioni secondo le quali tale trasferimento non era possibile. Essa dimostra l’uso cinico del Governo israeliano del problema a fini propagandistici. Quando ad Israele serve rivalutare la propria immagine pubblica, può e si adopera per trasferire tempestivamente i feriti. Inoltre, il momento dell’annuncio dell’apertura degli ospedali israeliani, coincidente con la tregua unilaterale, accresce i sospetti di una motivazione propagandistica. Questa manipolazione dell’assistenza sanitaria viola le regole dell’Associazione Medica Mondiale relativamente ai periodi di conflitto armato, ed in particolare la statuizione per cui (par.14):
“Gli ospedali e le strutture sanitarie situate in zone di guerra devono essere rispettate da combattenti e giornalisti. Le cure mediche offerte a malati e feriti, siano essi civili o soldati, non possono essere usate a fini di giornalismo morboso o a fini propagandistici. La privacy dei malati, dei feriti e dei defunti deve essere sempre rispettata”
Medici per i Diritti Umani Israele si augura che ai malati e ai feriti sia realmente concesso di lasciare Gaza verso strutture sanitarie situate in Israele o in paesi altri, e non venga solamente affermato per motivi di propaganda. Dopo tre settimane durante le quali abbiamo insistentemente richiesto il trasferimento dei malati e dei feriti ricevendo risposte negative, è giunta l’ora che il Governo israeliano provveda in tal senso.
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