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OSSERVATORIO SULLA SALUTE NEGATA

a cura di: Marie-Aude Tavoso



  La salute come diritto   di Philippe Texier (Presidente del Comitato delle Nazioni Unite per i diritti economici, sociali e politici)

 

La salute per tutti - Un diritto riconosciuto (ma non garantito) dal diritto internazionale

1. Il diritto alla salute è affermato con chiarezza sia nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo che nel Patto sui diritti economici, sociali e culturali, che lo definisce come diritto al "livello più elevato possibile di salute fisica e mentale".

2. Come ricorda la "Guida ai diritti umani" dell’UNESCO, "secondo le Nazioni Unite, i servizi sanitari fondamentali che servono a garantire una adeguata tutela sanitaria alla comunità devono comprendere:
• assistenza alle madri e all'infanzia, ivi compresi le cure ostetriche;
• nutrizione;
• prevenzione e controllo delle malattie infettive;
• servizi igienico-sanitari e accesso alle risorse idriche;
• educazione sanitaria;
• sanità sul posto di lavoro.

3. Nel Sistema delle Nazioni Unite, compete alla Organizzazione mondiale per la sanità (OMS) la responsabilità primaria di preparare e supervisionare le misure internazionali concernenti il diritto alla salute e il coordinamento del lavoro sanitario in campo internazionale. Il Preambolo della Costituzione dell’OMS dichiara: "il godimento del livello di salute più elevato possibile è uno dei diritti fondamentali di ogni essere umano, senza distinzione di razza, religione, credo politico, condizioni economiche e sociali". La definizione di salute della OMS include "il benessere fisico, mentale e sociale".

4. Anche la Commissione per i diritti umani dell’Onu ha affrontato i problemi concernenti il diritto a godere il livello più alto possibile di salute fisica e mentale. Nella sua sessione del 1989, la Commissione ha riaffermato tale diritto nella risoluzione 1989/11 e ha ribadito che tutti i diritti umani valgono per tutti pazienti senza eccezione alcuna.

5. La Convenzione sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne dedica al diritto alla salute una serie molto dettagliata di norme, ed è l’unico strumento internazionale nel quale si afferma fra le altre cose, il diritto alla pianificazione familiare. Su questo tema è anche tornato, con una propria raccomandazione, il Comitato sull'eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne.

6. Più di 1200 persone provenienti da 77 paesi hanno partecipato nel luglio 2005 alla seconda Assemblea dei popoli in difesa della salute, che chiede “Salute per tutti” e ha discusso misure alternative per rendere le cure sanitarie fruibili universalmente. L’incontro, tenutosi dal 17 al 23 luglio a Cuenca, in Ecuador, per chiedere che la salute venga riconosciuta effettivamente come un diritto umano fondamentale, ha insistito su un’interruzione definitiva dell’“abuso organizzato sulla salute”. Le attività hanno permesso il lancio internazionale del primo Global Health Watch Report (GHW), il Rapporto alternativo sulla salute del mondo che valuta l’efficienza delle organizzazioni internazionali governative: http://www.ghwatch.org/2005_report.php

 

La salute negata nel mondo

1. In molti Paesi dell’Africa australe (Botswana, Zimbabwe, Zambia, Uganda. Malawi, Rwanda, Burundi) ma anche in diversi Paesi dell’est europeo (Russia, Lituania, Lettonia, Estonia, Ucraina, Bulgaria), la speranza di vita dal 1970-75 al 1995-2000 è diminuita. In Zimbabwe è passata da 51,5 a 44,1 anni, in Zambia da 47,3 a 40,1 anni, in Botswana da 53,2 a 47,4 anni, in Russia da 68,2 a 66,6 anni. La speranza di vita dipende di quattro fattori principali : l’alimentazione, l’acqua potabile, l’educazione e l’accesso a cure mediche.
 

2. Due zone nel mondo sono caratterizzate dalla diminuzione della speranza di vita negli ultimi vent’anni:
• La prima é costituita dai paesi dell’ ex blocco sovietico. Il crollo del vecchio sistema politico ed economico e con loro, del sistema sanitario, la privatizzazione anche della medicina ha provocato tale regressione. Da paesi in cui la sanità era gratis per tutti, siamo passato a un sistema nel quale solo i più ricchi hanno accesso a cure mediche di qualità.
• La seconda é costituita dall’Africa centrale ed australe e corrisponde alla carta dell’epidemia di HIV che ha contaminato in certi paesi più del 20% della popolazione, colpendo soprattutto gli adulti attivi e minacciando anche per questo motivo il sistema sanitario. Le stime del 2005 indicano che la situazione è ulteriromente peggiorata per i paesi dell’Africa sub-sahariana. I due paesi con la più bassa speranza di vita a livello globale si trovano in questa regione: lo Swaziland (33,22 anni) e ancora il Botswana (33,87 anni).
In effetti, molti dei paesi con le più basse speranze di vita, come lo Swaziland, il Botswana, il Lesotho, lo Zimbabwe, lo Zambia, il Mozambico, il Malawi, il Sud Africa, la Repubblica Centroafricana , la Namibia e la Guinea-Bissau, presentano tassi di prevalenza dell’infezione da HIV/AIDS, che negli adulti oscillano tra il 10 e il 38%. La speranza di vita in Giappone è di 81,15 anni ed in Italia di 79,68 anni.
 

3. L’HIV ha contaminato più di 60 milioni di persone nel mondo. Ogni giorno 14 000 persone sono nuovamente contaminate e più della metà hanno meno 25 anni. Alla fine del 2004, più di 34 milioni di adulti e 2 milioni di bambini vivevano con l’HIV/AIDS— più del 95% dei quali in paesi in via di sviluppo e 70 % in Africa sub- sahariana.
 

4. Mentre l’Africa sub sahariana sta lottando per la sua sopravivenza, l’HIV/AIDS si diffonde in altre regioni

Adulti (età 15–49) percentuale di contaminazione dell’HIV(%):


 

5. In Botswana e Zimbabwe più di un quarto della popolazione tra 15 e 49 anni è sieropositiva o malata di Aids. In Sud Africa, Swaziland, Namibia, Kenya, Zambia, Costa d’Avorio, Malawi, Rwanda, Repubblica Centrafricana e Mozambico, la percentuale è tra il 10’% e il 20%.
 

6. Per ragioni sociali e fisiologiche, le donne e le ragazze rischiano maggiormente di essere contaminate dall’HIV. Le donne rappresentano un po’ meno della metà degli adulti che vivono con l’HIV/AIDS, ma laddove l’epidemia si sta diffondendo, la proporzione di donne giovani contaminate aumenta rapidamente. In certe regioni dell’Africa sub-sahariana le donne giovani infette sono tre volte più numerose dei giovani uomini infetti. Questo dato dimostra un fallimento totale ed un insufficienza delle politiche di diffusione delle conoscneze e dei servizi di prevenzione.
 

7. HIV: il rischio per le donne sta aumentando
Proporzione di donne infette rispetto alla proporzione di uomini infetti, età 15–24, 2001:



Fonte : Banca Mondiale.
 

8. In Africa, milioni di bambini orfani per colpa dell’AIDS
Orfani di padre e di madre (milioni):



Fonte: UNAIDS.
 

9. Molto spesso, la denutrizione dei bambini inizia alla nascita con madri denutrite che danno la vita a bimbi sotto peso. La proporzione di bambini denutriti sta diminuendo ma i progressi sono lenti.
 

10. Nascere denutriti
Bambini malnutriti (% dei bambini di meno di 5 anni):



Fonte: Banca Mondiale.
 

11. La malaria é una malattia della povertà e una causa di povertà. 90% delle morti dovute alla malaria accadono in Africa sub-sahariana con un milione di morti ogni anno - bambini al di sotto dei 5 anni di età e poveri per la maggior parte di essi. In Zambia, I casi di malaria sono tre volte più numerosi tra il 20% di popolazione più povera. La Malaria ralenta il tasso de crescita economica di circa 1.3% all’anno secondo la Banca Mondiale.
 

12. Bambini colpiti dalla malaria
Mortalità per età e per regione, 2000 (per 100,000):



Fonte: OMS e UNICEF 2003.


 

La salute negata agli immigrati nei paesi occidentali

1. In Francia, con una legge del 29 luglio 2005, è stato subordinato alla prova dell’ingresso legale nel paese, il diritto ad usufruire dell’assistenza sanitaria. Circa 400.000 immigrati senza documenti sono stati quindi privati del diritto ad essere curati. Una Circolare Ministeriale del 21 febbraio 2006 prevede anche che clandestini ed immigrati illegali possano essere arrestati negli ospedali, nei blocchi operatori, nei centri di accoglienza per tossicodipendenti, in qualsiasi veicolo, compresi ambulanze, veicoli del pronto soccorso o veicoli di assistenza di organizzazioni non governative. V. Petizione di Médecins du Monde France "Se faire soigner sans se faire arrêter": http://www.medecinsdumonde.org/mobilisation/petition

 

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