Perché la presidenza Trump può essere un pericolo o un’opportunità

Perché la presidenza Trump può essere un pericolo o un’opportunità

Donald Trump si è insediato il 20 gennaio, succedendo a 8 anni di presidenza Obama. Il giorno successivo c’è stata una grande marcia delle donne che ha coinvolto non meno di 2 milioni di persone in molte città americane, con una folla addirittura superiore a quella dell’inaugurazione a Washington. La presidenza Trump, già dai primi atti ufficiali e dagli annunci fatti, sta preoccupando e non poco le cancellerie europee. Dal punto di vista di un paese europeo come il nostro, essa può essere vista sia come un pericolo, sia come un’opportunità.

Vediamo di analizzare al meglio la situazione, riassumendo i vantaggi e gli svantaggi.

Trump fin dall’inizio ha proclamato una politica protezionistica. Il protezionismo è volto sostanzialmente a favorire i prodotti americani, rinegoziando gli accordi di libero scambio con i paesi del Sud e Centro America, il Canada e tutto il versante asiatico. Il protezionismo ha sempre fallito, lo sanno tutti gli economisti. Uccidere il libero scambio non fa crescere la domanda interna ed è solo una misura illusoria. In più gli USA rischiano di perdere una sensibile influenza ai danni della Cina. E noi? Se Trump attuasse dei dazi elevati nei confronti del commercio europeo, a perderci sarebbero tutti i partner commerciali importanti come l’Italia, la Francia, la Germania e l’Olanda. Per le imprese italiane che vendono in America potrebbe essere un duro colpo.

Dal punto di vista della sicurezza internazionale, Trump è deciso a disimpegnare gli USA dai fronti secondari, a vedere una NATO meno importante e a togliere il cappello protettivo all’Unione Europea. In questo modo lascerebbe isolata la parte orientale dell’Europa che ha aderito tanto alla NATO, quanto alla UE esponendola al pericolo russo. La Russia è un paese che dipende dalle esportazioni di materia prima, ma non ha un’economia solida e e quindi non è in grado militarmente di occupare i paesi dalla Polonia in poi. Ma una sua accresciuta influenza può destabilizzare l’Unione, favorendo partiti anti-europeisti ovunque.

Questo fatto poi si ripercuoterebbe sulle nostre tasche. Anche senza una vittoria dei partiti populisti, un minor ruolo della Nato costringerebbe Italia, Francia, Germania e Spagna, le quattro nazioni più importanti dell’EU, ma anche la Polonia o a creare un esercito europeo oppure a rafforzare il proprio sistema di difesa, incidendo sulla spesa sociale.

I pro quali potrebbero essere? Certamente se Trump incita i partiti anti-europeisti insieme a Putin e non difende più gli stati europei sembra difficile vedere dei vantaggi. Ma l’Europa potrebbe essere spinta a riformarsi. Se l’Europa così come è pensata non piace ai cittadini europei, bisogna cambiarla, c’è poco da fare. L’Euro non è un problema, Draghi ha calcolato che all’Italia riadottare la lira costerebbe 400 miliardi, il vero problema è la burocrazia, il fatto che le istituzioni sono rappresentate da persone che non conosciamo, che sembrano impegnarsi solo a far andare male l’economia e a strozzare la crescita. È quindi una grossa opportunità di rinnovare il sogno europeo poggiandolo su basi più solidaristiche, con meno establishment. Tuttavia aspettarsi un sogno liberale da partiti di estrema destra a noi pare una mera utopia.