Le banche d’affari

Le banche d’affari

Quando leggiamo nomi come Mediobanca, Goldan Saches, Morgan Stanley immediatamente ci viene in mente il termine “banche d’affari”. Cosa fa esattamente una banca d’affari che non fa un’altra banca tradizionale. Quest’ultima, nata in Italia durante il Medioevo, è di regola un’istituzione finanziaria che presta soldi dietro il corrispettivo di un interesse. Tra le varie formule proposte ve ne sono alcune di lunga data, come il deposito dei soldi, l’emissione di assegni, il finanziamento all’impresa e alle singole persone sotto forma di mutui, fidi e prestiti.

Le banche oggi lavorano a stretto contatto col correntista, spesso attraverso dei consulenti, nel caso in cui si voglia possedere un portafoglio titoli, per aiutare il correntista a investire meglio i propri risparmi. In genere se in banca viene depositata una grossa somma, prima o poi bisogna aspettarsi una chiamata da qualche dipendente della stessa filiale, che propone un investimento in azioni od obbligazioni. La banca lo fa spesso per due motivi: accrescere la propria liquidità e non immobilizzare il denaro.

Le banche d’affari invece offrono una serie di servizi finanziari che sono spesso offerti e proposti da esperti in materia finanziaria, con lo scopo – quasi sempre – di aiutare grossi investitori, altre banche e imprese nell’espletazione di pratiche contabili e finanziare non proprio semplici.

Ad esempio: le banche di investimento si occupano di fusioni e acquisizioni. In grandi mercati finanziari queste operazioni sono all’ordine del giorno. Spesso l’attività è di mero sostegno tecnico, gli esperti vengono messi a disposizione delle società per trovare gli asset societari migliori, soprattutto nel mercato azionario. A volte le banche partecipano a livello finanziario, spesso però fungono da advisor e si propongono come interlocutrici principi sul mercato dei titoli.

Spesso fungono da consulenti oppure investono direttamente nel cosiddetto equity research. Cioè investimenti in capitali di altre società allo scopo di guadagnare sui dividendi o sul prezzo delle azioni. Le banche spesso in determinati contesti investono forti somme nel private equity, fungendo da veri e propri sponsor, magari a sostegno di start-up o di aziende neonate o che hanno bisogno di una forte liquidità per fare il passo successivo. Allo stesso modo si raccolgono capitali per futuri investimenti.

Spesso le banche d’affari si occupano di ristrutturazione del debito e quindi organizzano dei veri e propri piani di intervento per sanare delle imprese a rischio oppure per creare delle nuove opportunità di crescita.

In altri casi asseriscono il rischio finanziario connesso a determinate operazioni, nella maggior parte dei casi fungono da broker nel mercato dei titoli e collocano sul mercato quelli emessi da aziende private (i famosi bond).