Come funziona l’APE sociale

Come funziona l’APE sociale

Negli ultimi mesi, in un periodo di grandi cambiamenti normativi sulle pensioni, si è molto sentito parlare dell’APE Sociale. Ma di che si tratta, di preciso?

L’APE Sociale consiste in un sussidio di accompagnamento alla pensione che è stato introdotto, con la legge di Bilancio 2017 (legge 232/2016) a partire dal primo maggior del 2017 per alcune categorie di lavoratori che sono ritenuti oggetto di tutela da parte del legislatore, e sempre che abbiano compiuto il 63esimo anno di età.

In poche parole, l’APE Sociale è una forma di ‘pensione anticipata’ che verrà erogata alle categorie di lavoratori svantaggiati, allo scopo di accompagnare questi soggetti verso l’età per percepire la pensione.

L’ammontare dell’APE Sociale è pari all’importo della rata mensile di pensione calcolata nel momento in cui si accede all’APE, ma ha il tetto massimo di 1500 euro lordi al mese, per 12 mensilità per un anno.

Si tratta di un contributo che viene erogato poi finché il beneficiario non raggiunge l’età del diritto alla pensione, che sostituirà in tutto e per tutto l’APE Sociale, o finché non raggiunge l’età per la pensione anticipata o per altro trattamento.

Ma chi può richiedere l’APE Sociale?

Alcune categorie di lavoratori che la legge considera ‘svantaggiati’. Innanzitutto, però, è possibile chiedere l’APE Sociale per le persone che hanno compiuto almeno 63 anni e che hanno almeno 30 anni di anzianità contributiva, che siano iscritte all’assicurazione generale obbligatoria (sia nelle forme sostitutive ed esclusive ed alla gestione separata) e che non percepiscano già pensione.

Inoltre questi soggetti devono appartenere ad una di queste categorie:

  • invalidi civili, con percentuale di invalidità pari almeno al 74%
  • che assistono da 6 mesi il coniuge, o il compagno/a in unione civile o parente di primo grado con handicap grave, purché con loro convivente
  • che siano disoccupati per cessazione di rapporto di lavoro per licenziamento, dimissioni per giusta causa, risoluzione consensuale e che non percepiscano più l’indennità di disoccupazione da almeno 3 mesi
  • lavoratori dipendenti che abbiano anzianità contributiva di almeno 36 anni e che svolgono da almeno sei anni, consecutivi, lavori gravosi. Esempi di lavori gravosi che giustificano il ritiro dal lavoro sono, solo a titolo di esempio (l’elenco completo si trova sul sito INPS): operai di industrie estrattive conduttori di mezzi pesanti e camion, conduttori di gru e macchinari mobili per le perforazioni, insegnanti di scuola dell’infanzia ed educatori negli asili nido, e altri mestieri elencati nell’allegato A del decreto.

Se si rientra all’interno di queste categorie di persone, si ha possibilità di accedere all’APE Sociale.

Bisogna innanzitutto presentare la domanda alla sede INPS di residenza, in modo che vengano controllate le condizioni di accesso.

Infine, si può presentare la domanda per ottenere l’APE Sociale presso la sede INPS di residenza, o online, sul sito INPS nell’apposita sezione.

L’APE sociale non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi alla disoccupazione, ad esempio con la Naspi, né con la Audi, né con l’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale, né viene concessa a chi abbia una pensione diretta.