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Progetto di salute comunitaria nell’area di conflitto del Bajo Atrato (Dipartimento del Chocò - Colombia)

Il contesto

Da oltre 40 anni la Colombia vive un complesso conflitto armato che ha causato finora la morte di circa 250.000 persone. Alla sua origine si trovano serie contraddizioni di ordine politico, economico e sociale, nelle quali si evidenza un congiunto di interessi nazionali ed internazionali che influiscono pesantemente nelle dinamiche locali e regionali del conflitto. Il potere corruttore del narcotraffico, il confronto armato tra le Forze armate colombiane, i gruppi paramilitari di estrema destra, la guerriglia marxista delle FARC (Fuerzas Armadas Revolucionarias de Colombia) e guevarista dell’ELN (Ejercito de Liberaciòn Nacional) hanno coinvolto in maniera drammatica la popolazione civile che conta in questo confronto il maggiore numero di morti, scomparsi, sfollati forzati e vittime di gravi violazioni dei Diritti umani e del Diritto Internazionale Umanitario. Nel 2005 la Colombia è risultato il paese al mondo con più vittime causate dalle mine antiuomo; il numero totale delle vittime è addirittura aumentato nell’anno successivo: 1491 secondo il Mine Observation Office. Frequentemente gli attori armati difendono interessi non esclusivamente associati al confronto bellico. Questa circostanza porta a considerare lo sfollamento forzato ( si calcola che con circa 3 milioni di persone costrette ad abbandonare le proprie case la Colombia sia il secondo paese al mondo per numero di sfollati dopo il Sudan) più che una conseguenza, un obiettivo vero della guerra. La violenza si dirige specialmente verso l’indebolimento e lo smantellamento delle organizzazioni sociali, in particolare verso quelle considerate non funzionali agli ordini stabiliti nei vari livelli locali. La guerra e la criminalizzazione della protesta sociale nel paese (dal 1986 sono stati assassinati circa 4000 sindacalisti) ha reso vulnerabile in maniera tragica il tessuto sociale esistente. Le comunità rurali, i gruppi indigeni ed afro-colombiani risultano essere – oltre che tra i settori più poveri della società colombiana- i più vulnerabili alla violenza del conflitto e alle conseguenze dello sfollamento.




COLOMBIA
Mortalità infantile
17 %o
Speranza di vita alla nascita
73
Indice di sviluppo umano
0,791 ; posizione 75/177
PIL per abitante ($)
2290

 



Popolazione Beneficiaria
Diretta: 5.000 persone appartenenti a 25 comunità indigene, afro-discendenti e meticce ubicate nelle cuencas (bacini) dei fiumi Salaquì, Truandò, Cacarica, Curvaradò, La Larga, Jiguamiandò, affluenti del fiume Atrato.
Indiretta: la restante popolazione (circa 18.000 persone) ubicata nelle comunità dei municipi di Rio Sucio e Carmen del Darièn.

Volontari
Locali: 1
Espatriati:2

Partner
Area di salute della Pastorale sociale di Apartadò, Comune di Cascina.
Budget

2009: 82.848 euro

Finanziatori
Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di Cascina, MEDU

Il progetto
Il progetto ha l’obiettivo generale di migliorare le condizioni di salute delle popolazioni rurali del Bajo Atrato (Dipartimento del Chocò). La popolazione beneficiaria è costituita da 25 comunità indigene, afro-discendenti e meticce ubicate nelle cuencas (bacini) dei fiumi Salaquì, Truandò, Cacarica, Curvaradò, La Larga, Jiguamiandò, affluenti del fiume Atrato. Obbiettivo specifico è quello di fornire una rete di servizi di salute nelle comunità beneficiarie che offra prestazioni di qualità e rispondenti alle necessità della popolazione, con particolare riguardo alle fasce più deboli, i bambini e le donne. La zona del Bajo Atrato, ed il Chocò nel suo insieme, presentano indici di povertà e di sottosviluppo tra i più alti del paese. Secondo il censimento del Departamento Administrativo Nacional de Estadistica per l’anno 2005, Il 79,7% della popolazione del dipartimento presenta le necessità basiche insoddisfatte mentre l’indice globale del paese si attesta al 27,7%. Ad aggravare la situazione sta il fatto che le comunità beneficiarie si trovano in una zona di crisi umanitaria permanente in cui la popolazione civile –in buona parte sfollata- è particolarmente vulnerabile a causa sia della violenza del conflitto interno colombiano sia delle storiche condizioni di emarginazione socio-economica. In questo quadro già fortemente problematico, particolarmente critiche risultano essere le condizioni socio-sanitarie della popolazione, dovute principalmente ad un grave deficit di servizi preventivi e di cura, associato alla mancanza di un’adeguata volontà politica di porvi rimedio. Si riscontrano così un’alta mortalità materna e infantile, dovuta anche all’assenza di programmi di pianificazione familiare, nonché problemi di denutrizione, mancanza di farmaci essenziali e di programmi di vaccinazione. Patologie endemiche della zona sono la malaria, la dengue, la leptospirosi, la leishmaniosi, la febbre tifoidea, le parassitosi intestinali e la tubercolosi. Le attività del progetto possono essere suddivise in quattro grandi aree di intervento: formazione, cura, prevenzione e promozione della salute, infrastrutture. Le attività programmate nel primo anno di progetto sono le seguenti: selezione di 22 promotori di salute e realizzazione di un corso di formazione teorico e pratico per gli stessi, realizzazione di visite comunitarie di appoggio e supervisione ai promotori di salute, rifornimento di medicinali essenziali per le farmacie auto-sostenibili di 21 posti di salute comunitari, implementazione delle attività comunitarie di cura, di prevenzione e promozione della salute da parte dei promotori di salute, istallazione di pannelli solari in 8 posti di salute comunitari, realizzazione di un corso di gestione e manutenzione dei pannelli solari. Partner del progetto sono l’Area di salute della Pastorale sociale di Apartadò ed il Comune di Cascina.

 

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