
Popolazione Beneficiaria
Diretta: 5.000 persone appartenenti a 25 comunità indigene, afro-discendenti e meticce ubicate nelle cuencas (bacini) dei fiumi Salaquì, Truandò, Cacarica, Curvaradò, La Larga, Jiguamiandò, affluenti del fiume Atrato.
Indiretta: la restante popolazione (circa 18.000 persone) ubicata nelle comunità dei municipi di Rio Sucio e Carmen del Darièn.
Volontari
Locali: 1
Espatriati:2
Partner
Area di salute della Pastorale sociale di Apartadò, Comune di Cascina.
Budget
2009: 82.848 euro
Finanziatori
Regione Toscana, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Comune di Cascina, MEDU
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Il progetto
Il progetto ha l’obiettivo generale di migliorare le condizioni di salute delle popolazioni rurali del Bajo Atrato (Dipartimento del Chocò). La popolazione beneficiaria è costituita da 25 comunità indigene, afro-discendenti e meticce ubicate nelle cuencas (bacini) dei fiumi Salaquì, Truandò, Cacarica, Curvaradò, La Larga, Jiguamiandò, affluenti del fiume Atrato.
Obbiettivo specifico è quello di fornire una rete di servizi di salute nelle comunità beneficiarie che offra prestazioni di qualità e rispondenti alle necessità della popolazione, con particolare riguardo alle fasce più deboli, i bambini e le donne. La zona del Bajo Atrato, ed il Chocò nel suo insieme, presentano indici di povertà e di sottosviluppo tra i più alti del paese. Secondo il censimento del Departamento Administrativo Nacional de Estadistica per l’anno 2005, Il 79,7% della popolazione del dipartimento presenta le necessità basiche insoddisfatte mentre l’indice globale del paese si attesta al 27,7%. Ad aggravare la situazione sta il fatto che le comunità beneficiarie si trovano in una zona di crisi umanitaria permanente in cui la popolazione civile –in buona parte sfollata- è particolarmente vulnerabile a causa sia della violenza del conflitto interno colombiano sia delle storiche condizioni di emarginazione socio-economica. In questo quadro già fortemente problematico, particolarmente critiche risultano essere le condizioni socio-sanitarie della popolazione, dovute principalmente ad un grave deficit di servizi preventivi e di cura, associato alla mancanza di un’adeguata volontà politica di porvi rimedio. Si riscontrano così un’alta mortalità materna e infantile, dovuta anche all’assenza di programmi di pianificazione familiare, nonché problemi di denutrizione, mancanza di farmaci essenziali e di programmi di vaccinazione. Patologie endemiche della zona sono la malaria, la dengue, la leptospirosi, la leishmaniosi, la febbre tifoidea, le parassitosi intestinali e la tubercolosi. Le attività del progetto possono essere suddivise in quattro grandi aree di intervento: formazione, cura, prevenzione e promozione della salute, infrastrutture. Le attività programmate nel primo anno di progetto sono le seguenti: selezione di 22 promotori di salute e realizzazione di un corso di formazione teorico e pratico per gli stessi, realizzazione di visite comunitarie di appoggio e supervisione ai promotori di salute, rifornimento di medicinali essenziali per le farmacie auto-sostenibili di 21 posti di salute comunitari, implementazione delle attività comunitarie di cura, di prevenzione e promozione della salute da parte dei promotori di salute, istallazione di pannelli solari in 8 posti di salute comunitari, realizzazione di un corso di gestione e manutenzione dei pannelli solari. Partner del progetto sono l’Area di salute della Pastorale sociale di Apartadò ed il Comune di Cascina.
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