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Popolazione beneficiaria
diretta: 8000 bambine e bambini minori di 12 anni, donne in gravidanza
indiretta: 300 comunità e 50000 persone
Volontari
locali: 6
espatriati: 2
Responsabile progetto Justine Texier
Coordinatore terreno
Cecilia Francini
Referente sede Alberto Barbieri
Budget 2004 (MdM Italia - Sezione Centrosud): 4279,5 euro
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Il presente rapporto è stato realizzato quando la nostra associazione Medici per i Diritti Umani si denominava ancora Medici del Mondo - Sezione Centrosud
CHIAPAS - MESSICO
Progetto di vaccinazioni nelle comunità indigene de Los Altos
Il contesto
Il Chiapas è lo Stato più meridionale del Messico, conta 3,9 milioni di abitanti di cui il 26% sono indigeni maya di differenti etnie. La regione de Los Altos è popolata da comunità maya (di lingua tsotsil e tseltal) dedite, prevalentemente, ad una agricoltura di sussistenza (mais e fagioli) oltre che alla coltivazione di caffè destinato alla commercializzazione. La secolare emarginazione e la miseria estrema cui sono sottoposte le popolazioni indigene (in stridente contrasto con le enormi ricchezze naturali del territorio) sono alla base della rivolta zapatista del 1994 .
Dal 1998 MdM è presente in Chiapas (nella regione de Los Altos) con progetti in appoggio alle comunità indigene sfollate a causa del conflitto tra il governo federale e l'EZLN (Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale).
Le condizioni politiche, sociali, geografiche de Los Altos , ed in particolare dei Municipi Autonomi Zapatisti in resistenza, hanno favorito la creazione di vasti gruppi di popolazione che hanno rifiutato, o non hanno potuto avere accesso, ai servizi di salute del governo ed in particolare ai programmi di vaccinazioni. Ciò ha fatto si che attualmente esista una estesa popolazione infantile suscettibile alle malattie prevenibili tramite le vaccinazioni: tubercolosi, poliomelite, difterite, tetano, epatite, rosolia, morbillo, pertosse, parotite, infezioni delle vie respiratorie provocate dall' H. influenzae tipo B.
La mancata protezione contro queste malattie rappresenta un alto rischio epidemiologico per la popolazione infantile; ancor più se si considera che nelle comunità de los Altos la denutrizione colpisce in media il 70% dei bambini con meno di 5 anni.
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