Comunicato stampa
La società civile promuove un punto di assistenza per i profughi afgani della Stazione Ostiense e lancia un appello alle istituzioni per assicurare un’accoglienza sostenibile
Roma, 9 dicembre 2009
La società civile continua a mobilitarsi dopo il trasferimento, lo scorso 12 novembre, presso il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, di 113 profughi afgani provenienti dal cosiddetto insediamento della “Buca”, nei pressi della stazione Ostiense.
L’ intervento, realizzato dopo 3 settimane di presidio socio-sanitario e di solleciti da parte della rete associativa, ha costituito una prima, positiva risposta emergenziale del Comune di Roma, per far fronte alla grave situazione dei profughi afgani (molti dei quali richiedenti asilo e rifugiati), costretti a vivere – da lungo tempo e nel pieno centro di Roma - in drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie.
Con l’obiettivo di contribuire ad individuare soluzioni strutturali a quello che si può definire un problema di civiltà dell’accoglienza e per evitare che - come già avvenuto negli anni scorsi - passata la fase di emergenza, la questione si ripresenti in poco tempo con le medesime gravi problematiche, Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha attivato, da alcune settimane, nei pressi della “Buca”, il punto di orientamento e assistenza “Saida”, che in lingua pashtun significa “è giusto” ed in acronimo salute, intercultura, diritti, accoglienza.
Il punto di orientamento, oltre ad assicurare le prime cure mediche ai profughi afgani, attiva la ricerca di posti presso i centri di accoglienza, fornisce orientamento socio-sanitario e legale ed offre corsi di italiano.
MEDU ha potuto avviare questa iniziativa grazie alla generosità di alcuni cittadini che hanno messo a disposizione degli spazi all’interno di un circolo ricreativo e, soprattutto, alla collaborazione di associazioni ed istituti solidali come Action, la Casa dei diritti sociali, il Gruppo italiano per l’accesso alle cure orali, l’Istituto INMP-San Gallicano, Laboratorio 53, Medici contro la tortura, Network agenzie diritti dei municipi. La disponibilità all’interno degli spazi del circolo ricreativo è stata però assicurata solo fino al 15 dicembre.
Per evitare che questa prima esperienza di solidarietà e accoglienza che nasce dalla società civile vada persa e con lo scopo di contribuire ad individuare soluzioni di accoglienza dignitose e sostenibili nel tempo per i profughi afgani, MEDU, insieme alle organizzazioni solidali, invita i cittadini e le istituzioni a partecipare ad un incontro pubblico il prossimo 11 dicembre alle ore 12.
L’incontro avrà luogo presso il centro Saida e l’ex insediamento della Buca in Via Capitan Bavastro (di fronte al Ministero dell’Ambiente). Hanno manifestato la loro adesione e piena solidarietà all’iniziativa, artisti riconosciuti per il loro impegno civile come Giovanna Marini e l’Orchestra di Piazza Vittorio.
Allo stesso modo l’incontro sarà l’occasione per lanciare un appello urgente alle istituzioni affinché si adoperino per l’attivazione e la presa in carico di un centro di prima accoglienza ed orientamento dotato di strutture e risorse adeguate, per far fronte a problematiche che riguardano sia l’inderogabile rispetto dei diritti fondamentali della persona sia la legittima richiesta dei cittadini di non dover convivere quotidianamente con insostenibili situazioni di degrado ed emarginazione.
Ufficio stampa – 3343929765 / 0697844892
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Comunicato stampa
Soluzione provvisoria per circa 113 rifugiati afgani della Stazione Ostiense
Roma, 13 novembre 2009
Nella giornata di ieri la Croce Rossa Italiana e la Sala Operativa Sociale del Comune di Roma hanno proceduto al trasferimento di 113 rifugiati afgani della Stazione Ostiense, verso il Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Castelnuovo di Porto, nel quale i profughi verranno accolti provvisoriamente, in attesa dell’apertura a partire del primo dicembre, dei centri allestiti nell’ambito dell’emergenza freddo.
Medici per i Diritti Umani (MEDU) e l’Istituto Nazionale per la Promozione della Salute delle Popolazioni Migranti ed il Contrasto delle Malattie della Povertà (INMP) - San Gallicano considerano tale intervento, una prima, positiva azione emergenziale, per far fronte alla grave situazione dei rifugiati afgani, costretti a vivere – da lungo tempo e nel pieno centro di Roma - in drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie.
L’intervento di ieri dimostra come sia possibile trovare soluzioni a quello che MEDU ha definito un problema di civiltà dell’accoglienza ed avviene a tre settimane dall’inizio della mobilitazione di una rete di associazioni, comitati, alcune istituzioni pubbliche e semplici cittadini in sostegno dei rifugiati della “Buca”, l’insediamento precario più grande presente della zona. Ricordiamo che appena 20 giorni fa l’insediamento della “Buca” stava per venire sgomberato nell’assoluto silenzio senza che ,apparentemente, fosse possibile individuare alcuna adeguata e dignitosa soluzione di accoglienza.
MEDU e INMP - San Gallicano ritengono questo primo intervento coerente con quanto dichiarato dall’assessore alle politiche sociali del comune di Roma, Sveva Belviso che - in occasione di un’incontro con la rete di associazioni avvenuto 10 giorni fa - manifestava la piena disponibilità ad affrontare il problema, non solo con iniziative emergenziali ma anche con soluzioni strutturali ed in particolare con l’attivazione, nei prossimi mesi, di un centro di orientamento e prima accoglienza nei pressi della stazione Ostiense.
MEDU e INMP – San Gallicano in base anche all’esperienza degli anni passati, ritengono indispensabile la realizzazione di un tale centro per evitare che, passata la fase di emergenza, la questione dell’accoglienza dei rifugiati afgani si ripresenti in poco tempo con le medesime gravi problematiche. Del resto, già nella giornata di ieri, il presidio sanitario di MEDU presso “la Buca” ha dovuto svolgere una sorta di attività di orientamento, indirizzando al CARA di Castelnuovo di Porto alcuni rifugiati afgani che non erano presenti la mattina al momento del trasferimento.
In attesa che tutti i rifugiati ottengano un sistemazione più stabile nei centri di accoglienza cittadini per i rifugiati ed i richiedenti asilo e che venga data una soluzione strutturale al problema, MEDU continuerà le attività di prima assistenza medica ed orientamento socio-sanitario con la propria unità mobile.
Ufficio stampa – 3343929765 / 0697844892
Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale, fornisce da 4 anni assistenza e orientamento socio-sanitario ai profughi afgani della stazione Ostiense nell’ambito del progetto Un Camper per i Diritti
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Comunicato stampa
Prime risposte per l’accoglienza dei rifugiati afgani della stazione Ostiense
Roma, 6 novembre 2009
Nella giornata di ieri, 5 novembre, una delegazione di rifugiati afgani, di comitati solidali e di associazioni tra cui Medici per i Diritti Umani (MEDU) è stata ricevuta in Campidoglio dall’assessore alle politiche sociali del Comune di Roma, Sveva Belviso. Era presente all’incontro anche l’assessore Beccari dell’XI Municipio.
L’incontro era stato richiesto con urgenza dalla rete di associazioni solidali per sollecitare un’accoglienza dignitosa e sostenibile per i circa 150 rifugiati afgani che vivono in drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie presso la stazione Ostiense. L’incontro è stato inoltre sollecitato per evitare che lo sgombero della "Buca" - l'insediamento precario più grande presente nella zona – avvenga in mancanza di soluzioni adeguate per i suoi occupanti. Le inaccettabili condizioni in cui sono costretti a vivere - nel pieno centro di Roma - persone vulnerabili che fuggono dalla guerra e da una violenza estrema sono ben note da tempo e si protraggono ormai da anni senza che siano state individuate adeguate soluzioni strutturali.
L’assessore Belviso ha manifestato la sua piena disponibilità ad affrontare il problema in maniera organica e si è impegnata ad assicurare nell’immediato 55 posti per i profughi afgani nei centri di accoglienza cittadini per i rifugiati ed i richiedenti asilo. Per far fronte alla situazione emergenziale l’assessore ha inoltre garantito l'accoglienza di tutti gli altri profughi afgani nei centri allestiti nell’ambito dell’emergenza freddo a partire del primo dicembre. L’assessore ha inoltre assicurato il suo impegno affinché venga attivato , nei prossimi mesi, un centro di orientamento e prima accoglienza nei pressi della stazione Ostiense che permetta di fornire una risposta più strutturale al complesso problema dell’accoglienza dei rifugiati afgani. Tale proposta era stata formulata da tempo da MEDU così come da molte altre associazioni che lavorano su tema e dallo stesso XI Municipio.
In attesa che tutti i rifugiati ottengano un sistemazione nei centri di accoglienza, MEDU proseguirà il presidio di prima assistenza medica e di orientamento socio-sanitario presso l’insediamento della “Buca”. MEDU rivolge inoltre un appello affinché nel frattempo non si proceda a nuovi sgomberi, affinché nella capitale d’Italia il diritto d’asilo non si perda - in senso letterale e metaforico - nella “Buca” dell’esclusione e dell’intolleranza.
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Comunicato stampa
I rifugiati afgani della stazione Ostiense minacciati di sgombero ancora in attesa di una soluzione di accoglienza dignitosa
Roma, 2 novembre 2009
Medici per i Diritti Umani (MEDU) prosegue il presidio sanitario avviato il 27 ottobre in sostegno ai rifugiati afgani che vivono in drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie presso la stazione Ostiense. Lo sgombero dell’insediamento di Via Capitan Bavastro, previsto nella giornata di oggi, è stato procrastinato di alcuni giorni grazie all’intervento della società civile e in seguito alla disponibilità dei proprietari del terreno. In attesa di risposte certe da parte delle istituzioni sull’accoglienza di oltre 100 persone in condizioni di estrema vulnerabilità, MEDU si appella nuovamente al Comune di Roma e alle altre autorità competenti affinché vengano individuate al più presto soluzioni dignitose e rispettose dei diritti fondamentali della persona.
I dati raccolti dal presidio socio-sanitario di MEDU evidenziano una volta di più l’estrema precarietà di un gruppo di popolazione costituito in gran parte da richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale, che vivono - nel centro della città - in mezzo a topi e rifiuti, senza accesso ai servizi igienici e con alcuni cartoni e coperte come rifugio. Tra di essi, per lo più giovani e adolescenti, si trovano inoltre persone in precarie condizioni di salute.
Durante questi giorni, oltre a fornire assistenza medica ed orientamento socio-sanitario, i volontari di MEDU, insieme ad altre associazioni e grazie alla solidarietà spontanea di alcuni cittadini , hanno potuto distribuire coperte, indumenti ed alcune tende.
Ufficio stampa – 3343929765 / 0697844892
Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria e di solidarietà internazionale, fornisce da 4 anni assistenza e orientamento socio-sanitario ai profughi afgani della stazione Ostiense nell’ambito del progetto Un Camper per i Diritti
La salute è un diritto di tutti. Nessuno escluso.
Medici per i Diritti Umani onlus
www.mediciperidirittiumani.org
Sede:
Via Tiburtina 1325, 00131 Roma
Uffici:
Via Dei Zeno 10, 00176 Roma
Via del Bronzino 117, 50142 Firenze
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Comunicato stampa
Medici per i Diritti Umani avvia un presidio sanitario in sostegno dei rifugiati afgani minacciati di sgombero presso la stazione Ostiense
Roma, 28 ottobre 2009
Facendo seguito alla lettera aperta al Sindaco Alemanno e all’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma inviata in data 23 ottobre in occasione della minaccia di sgombero presso l’insediamento di rifugiati afgani alla stazione Ostiense, Medici per i Diritti Umani (MEDU) rende noto che a partire da martedì 27 ottobre ha attivato nella medesima area un presidio sanitario dotato di un’unità mobile (camper-ambulatorio). In seguito all’intervento di MEDU e dopo una lunga contrattazione la proprietà e le forze di pubblica sicurezza avevano accettato di procrastinare lo sgombero di 10 giorni. MEDU interpella il Comune e le altre autorità competenti affinché in questi giorni si possano individuare soluzioni di accoglienza dignitose per i rifugiati.
Le drammatiche condizioni alloggiative ed igienico-sanitarie sono ben note da tempo alle autorità e si sono protratte per anni senza che siano state individuate soluzioni di accoglienza dignitose e sostenibili. Si tratta per lo più di giovani e adolescenti che fuggono da situazioni di violenza e di guerra ed hanno affrontato un viaggio lungo, difficile ed in alcuni tratti estremamente pericoloso per raggiungere il nostro Paese. Molti di loro sono richiedenti asilo o titolari di permessi di soggiorno per protezione internazionale. Il presidio sanitario di MEDU ha l’obbiettivo di fornire orientamento e prima assistenza sanitaria a persone vulnerabili costrette a vivere in condizioni igienico-sanitarie molto critiche, a cui si aggiungono i disagi e i rischi per la salute causati dall’arrivo della stagione fredda. Il presidio ha inoltre l’obbiettivo di manifestare solidarietà concreta ai rifugiati in attesa che le istituzioni competenti possano adottare i provvedimenti opportuni. L’esperienza di questi anni ci insegna che eseguire uno sgombero senza aver individuato soluzioni di accoglienza sostenibili sia un atto inefficace oltre che irrispettoso dei diritti fondamentali della persona, il cui unico effetto è quello di spingere in situazioni sempre più degradanti persone la cui unica colpa è quella di essere state vittime della guerra e di violazioni dei diritti umani.
Si allega al comunicato stampa il link http://www.youtube.com/watch?v=lXl1Ifhx7Zk con la cronaca video dell’operazione di sgombero del 23 ottobre e la lettera aperta inviata nella stessa data.
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